#FioreGiallo n° 31 (o del cane d’inverno)

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Ghost, il metalupo di Jon Snow in Game of Thrones

17-11-2016

La vita di un uomo era lunga cinque cani, pensava Cortland. Il primo era quello che insegnava a te. Il secondo quello a cui insegnavi tu. Il terzo e il quarto erano quelli con cui lavoravi. L’ultimo era quello che ti sopravviveva. Era il cane d’inverno. Il cane d’inverno di Cortland si chiamava Negrita, ma per lui era sempre il cane dello spaventapasseri…

Non so a voi, ma a me quest’incipit qui sopra garba assai. Asciutto, sincero, di delicata asprezza, con una venatura dal timbro epico.
Mi fa venire in mente un buon vino. Un bianco importante, mediterraneo, uno Chardonnay dai sentori di frutta tropicale invecchiato il giusto. Sorseggiato nella fresca penombra di una veranda, in un giorno assolato che volge al tramonto.
In qualche posto che potrebbe essere L’Avana. Da un bevitore solitario che potrebbe essere Ernest Hemingway.
In effetti, parrebbe proprio una cosa scritta da Hemingway. Forse perché lo è.

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#FioreGiallo n° 30 (o dell’equilibrio sopra la follia)

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Questo è un #fioregiallo un po’ particolare, perché nasce altrove come una storia tra fantasia e realtà. Ma vista la fonte d’ispirazione, direi che è appropriato collocarlo anche qui. Buona lettura!


Passaggi © maurimarino 2011

Il Primo dei Tre avvertì un movimento alle proprie spalle.
Il Secondo dei Tre si voltò, e con la coda dell’occhio fece in tempo a scorgere un gatto che, fulmineo, se la svignava all’esterno.
Il Terzo dei Tre rimase immobile e in ascolto per alcuni istanti, accertandosi di non udire alcun rumore.
Infine, i Tre tornarono a indagare l’interno di quel luogo, lasciando che i dettagli e il quadro d’insieme facessero fluire in loro sentimenti, ricordi, libere associazioni di idee.
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#FioreGiallo n° 29 (o dei quesiti fondamentali)

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La cosa più importante è godersi la vita – essere felici – è tutto ciò che conta.

Audrey Hepburn

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Non ricordo quando e dove abbia letto questa citazione, ma ricordo benissimo per quale motivo me la sia annotata.

La deliziosa Audrey, la musa dagli occhi di cerbiatto, la principessa di Vacanze Romane che rimarrà (sia lei che il film) un gran bel ricordo della mia infanzia, mi aveva posto un quesito mica da ridere.
O, per meglio dire.
Si può essere d’accordo o meno su quanto sopra affermato, ma va da sé che venga spontaneo domandarsi quale sia la propria versione dei fatti.

Ordunque, poiché siamo giusto in periodo di esami di maturità, e da un paio di giorni è iniziata ufficialmente l’estate, la domanda è perfetta sia come traccia per un tema che come compito per le vacanze.

Qual è la cosa più importante?

Mi prendo un po’ tempo per pensarci su.
E voi, cosa rispondereste?

#FioreGiallo n° 28 (o della raffinata semplicità)

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Immagine dal film Seta (2007), tratto dal romanzo omonimo.

10/09/2007

Negli ambienti cosiddetti culturali Baricco viene ormai trattato come Berlusconi: nessuno lo prende sul serio.
E’ sufficiente nominarlo perché l’interlocutore atteggi il volto a un sorriso, aspettandosi la battuta salace o preparandosi a farla. Da quando poi ha prestato il fianco ai critici, lamentandosi pubblicamente del loro trattamento, deriderlo e sottovalutarlo è diventato un gioco di società. Siano I barbari o l’imminente rivisitazione del Flauto Magico, ogni sua levata d’ingegno più o meno riuscita si trascina dietro accuse di banalità e furbizia, che viceversa vengono risparmiate a una pletora di scrittori illeggibili: contemplatori estenuanti del proprio ombelico, ma interni alla casta intellettuale, cui li accomuna lo snobismo elitario e il disprezzo per il pubblico.

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#FioreGiallo n° 27 (o delle seconde occasioni)

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Fonte: sololibri.net

10/09/2007

Non è un segreto che Thomas Mann abbia fatto della propria vita letteratura. […] Thomas Mann è stato l’archivista della propria esistenza in migliaia di pagine, il Narciso che conversava col mondo attraverso lettere e missive come per difendere la sua dorata solitudine, lo stratega di una narrativa che ruota intorno a se stesso.

Nel riportare qui le parole che mi ero annotato ormai diversi anni fa, non ho alcun dubbio sul perché l’avessi fatto, cioè sul motivo per cui tali parole mi avessero colpito. Tanto da indurmi a tralasciare il nome del’autore, come se la sola cosa che contasse per me, in quel momento, fosse il loro significato.
A un primo impatto emotivo, è stato (ed è) senz’altro così.
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#FioreGiallo n° 26 (o della chiave di Sol)

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Signature © maurimarino 2011, per gentile concessione. https://www.flickr.com/photos/maurimarino/

10/09/2007

C’era un ragazzino che sognava di diventare chitarrista. Venne il suo compleanno e come regalo chiese, ovviamente, una chitarra. Era molto bella. Piena di corde, però. Provò timidamente a toccarle e ne fu respinto. Allora le accarezzò: emisero un gorgoglio ottuso; niente a che spartire col mondo di suoni che lui si sentiva dentro. “Andrò da un insegnante di musica”, disse. Aveva saputo da qualche parte che quando un sogno ti resta incollato addosso significa che non è più un’illusione, ma un segnale che ti sta indicando la tua missione nella vita. Cucinare. Fare calcoli. Riparare orologi. Ciascuna di noi ha la sua e l’errore è credere che una sia più importante dell’altra, solo perché non tutte procurano fama e denaro.

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#FioreGiallo n° 25 (o della mutazione)

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Il post che segue è di fatto un crossover che coinvolge (quasi) tutti i miei blog, e costituisce un ottimo esempio di cosa significhi porre tutti i miei interessi, ricordi e sfaccettature “sotto un unico cielo”.
E’ un post che nasce su Hazen Mavi perché è così che l’avevo immaginato e scritto, otto anni fa, attingendo ad appunti a loro volta risalenti da 3 a 10 anni prima: come una lettera dal mio alter ego Bill al suo amico Dave.
Ed è così che ho voluto lasciare il testo, pur con le opportune revisioni.
Anzi, a dirla tutta, è così che in quell’occasione avevo scritto l’intero susseguirsi di analisi e riflessioni sul perché scrivo, che ho riproposto a puntate su Nove fiori gialli a partire da qui, e del quale Filosofia mutante rappresenta la conclusione. Quanto meno dell’indagine – per così dire – letteraria.
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#FioreGiallo n° 24 (o della vita che continua, 2/2)

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Brad Pitt sulla locandina del film World War Z, diretto da Marc Forster nel 2013

(segue dalla prima parte)

C’è un dato che fa riflettere, nelle scorse settimane è stato riportato in qualche articolo, e mi è capitato di parlarne con degli amici. Per essere sicuro di fornire dei numeri corretti, sono andato a cercarmi una fonte ufficiale.
Dunque, negli ultimi due mesi, per mano di terroristi islamici o presunti tali, fra Europa, Africa e Medio Oriente hanno perso la vita circa 400 persone.
Che è un numero terribile, già una sola vita spezzata lo sarebbe, per una cosa che non dovrebbe esistere. E senza considerare il numero dei feriti, che non mi è noto.
Ebbene, nel 2014, cioè nel più recente anno che è possibile prendere in considerazione nella propria interezza, in Italia 3.381 persone sono decedute a causa di incidenti stradali (fonte: archivio Istat) e oltre 251.000 sono rimaste ferite. Non so se è chiaro questo numero: un quarto di milione di persone, ferite in (o a causa di) incidenti stradali, solo in Italia, appena l’anno scorso. Oltre otto volte l’intera popolazione della città in cui abito.
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#FioreGiallo n° 24 (o della vita che continua, 1/2)

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24/08/2015

Io ho scoperto che sono le piccole cose, le azioni quotidiane della gente comune, che tengono a bada l’oscurità. Semplici atti di gentilezza e amore.

(Gandalf rivolto a Galadriel, in Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato)

Cari amici,

come (immagino) alcuni di voi, anch’io ricevo periodicamente le comunicazioni di Aavaz e Change.org, due community che promuovono petizioni e manifestazioni su questioni di interesse pubblico; la prima a carattere globale e ambientalista, la seconda più orientata nel locale e in ambito politico e amministrativo. (Le ricevo perché mi interessano, alcune iniziative le ho condivise e le ho anche sostenute.)

In particolare, da qualche tempo Change.org invita chiunque ritenga di avere un buon motivo perché si faccia portavoce di una propria petizione. Suppongo che esista un comitato di verifica di queste proposte individuali, anche perché penso ne debbano arrivare parecchie e sui più disparati argomenti, non tutti magari così meritevoli di attenzione da parte dell’opinione pubblica. Continua a leggere

#FioreGiallo n° 23 (o degli occhi di un bambino, 2/2)

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Cambridge © maurimarino 2012, per gentile concessione. https://www.flickr.com/photos/maurimarino/

Cambridge © maurimarino 2012, per gentile concessione. https://www.flickr.com/photos/maurimarino/

(segue dalla prima parte)

Per parecchie settimane il mio passatempo preferito fu di osservare le facce delle persone adulte e cercare di individuare esattamente cos’era che le rendeva “facce adulte”. Il volto di un trentenne è sano, senza grinze, e non è più grande di quello di un diciassettenne. Eppure tu sai che non è un ragazzo; lo sai.

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